WOMEN AND MEN IN LOVE
Racconti di Sabrina
AMORE DISPERSO
Di VEGGIATO SABRINA
Dedico questo libro al mio papa, che ha sempre nei suoi pensieri il suo di papa che ha visto per l' ultima volta quando aveva 7 anni ed ora ne ha 91.
Questa è la storia di Amedeo e Rosa, due giovani ragazzi nati nell' ultimo decennio dell' 800, legati da un grande amore fatto di sacrifici, delusioni ed amarezze , ma carico di complicità e desiderio di essere vissuto a qualsiasi costo.
1 capitolo
Veneto, in un piccolo paesino di campagna della pianura padana, in provincia di Padova, sul finire dell' estate e precisamente il 18 settembre del 1892 , nasce Amedeo. Quel giorno è una grande festa in casa Veggiato , perché dopo 5 figlie femmine è nato finalmente un maschio. Amedeo nasce in una famiglia modesta, molto modesta che lavora la terra a mezzadria e che non è proprietaria nemmeno del casone dove vive. Il casone è un 'abitazione molto povera , dove dentro in casa si respira l'odore della terra che fa da pavimento. Il padre di Amedeo, Giuseppe, da qualche anno , però, usa il suo talento di scultore per avviare una propria attività. Modella il legno per ricavarne le calzature tipiche del periodo: gli zoccoli e come ogni buon padre di famiglia, anche lui in cuor suo spera e sogna di tirare fuori dalla povertà la propria famiglia. Ora che ha un figlio maschio, Giuseppe sente che il suo sogno si trasformerà in realtà, perché sarà Amedeo a portare avanti l' attività facendola crescere sempre di più. e è la storia di Amedeo e Rosa, due giovani ragazzi nati nell' ultimo decennio dell'800 in Veneto. Amedeo era un bel giovane, , figura longilinea, capelli neri ed occhi scuri e profondi. Fin da piccolo aveva sempre vissuto in un piccolo paese rurale, in uno dei tipici casoni diffusi nella campagna padovana e nell'area lagunare da Grado a Comacchio. Si trattava di un abitazione povera in cui viveva con la propria famiglia e dove con il padre lavorava il legno per dar vita alle calzature tipiche del tempo: gli zoccoli. Rosa invece viveva in una casa un po' più moderna, dove con la mamma oltre ad occuparsi della casa, faceva dei bellissimi lavori di ricamo da vendere alle signore più abbienti. Tutte le domeniche Amedeo e Rosa fin da bambini, si incontravano in chiesa e occupavano sempre gli stessi banchi, lui a destra con gli uomini e lei a sinistra con le donne. Già da allora per tutto il tempo della funzione religiosa, Amedeo e Rosa non facevano altro che guardarsi e sorridersi. Anche all'uscita dalla chiesa continuavano a sorridersi ingenuamente. Gli anni poi passarono e con loro anche il tempo della fanciullezza. Nel 1910, Amedeo e Rosa erano due bellissimi diciottenni che oltre a guardarsi e sorridersi avevano iniziato anche a provare un sentimento d' amore reciproco e desideravano condividere la loro vita. Ogni occasione era buona per incontrarsi anche solo per guardarsi negli occhi e comunicare con lo sguardo il proprio amore. Quando Amedeo andava a consegnare gli zoccoli che gli erano stati commissionati , faceva sempre in modo di passare davanti all'abitazione di Rosa ed allo stesso modo, quando Rosa andava a consegnare i suoi bellissimi manufatti ricamati cercava di passare difronte alla casa di Amedeo. Erano ancora troppo giovani Amedeo e Rosa per decidere di passare tutta la loro vita assieme, ma avrebbero voluto farlo il prima possibile. Intanto si accontentavano delle domeniche in chiesa e di qualche incontro in paese. Si accontentavano del sorridersi e di uno sguardo malizioso. Si amavano teneramente ed in un elegante silenzio, ma con grande passione e trasporto l' uno verso l' altra. Passarono così altri due anni ed in questi due grandi innamorati era sempre più forte il desiderio di vicinanza in una vita assieme. Amedeo però, sapeva anche che a breve sarebbe dovuto partire per il militare e che avrebbe dovuto lasciare la sua amata Rosa per due lunghissimi anni, senza averla ancora chiesta in sposa. Così, sentendosi ora non più un ragazzo, ma un giovane uomo, si decise a fare il grande passo e chiese la mano di Rosa al padre. La risposta fu ovviamente positiva; Amedeo era molto ben voluto dalla famiglia di Rosa . Che gioia, finalmente erano fidanzati e promessi sposi e potevano iniziare a pensare alla loro vita insieme. Passarono i giorni, i mesi e gli anni ed arrivò il momento della partenza di Amedeo per il militare. Ora erano lontani ed i loro sguardi non si potevano più incontrare , e guardarsi negli occhi. Non potevano più parlarsi e sorridere insieme, ma c'era un modo per farli sentire ancora vicini : scriversi delle lettere d' amore.
Amedeo, mi manchi
Caro Amedeo, sapessi quanto mi mancano i tuoi passaggi quotidiani davanti alla mia casa e quanto mi manchi tu. Avrei tanta voglia di vederti e di passeggiare con te mano nella mano in mezzo alla gente, senza vergogna perché già tua promessa sposa Avrei tanta voglia di incontrare i tuoi bellissimi occhi scuri e profondi come il mare. Vorrei sentire il tuo respiro confondersi con il mio al sol avvicinarsi e sfiorarsi. Caro Amedeo, tutti i giorni prego che questi due anni passino in fretta e nel frattempo mi prodigo a ricamare la mia bella dote. Spero tanto che tu stia bene , che riesca a riposare ed a nutrirti abbastanza , visto il tuo fisico così asciutto. In cuor mio però, ciò che più di tutto mi sta a cuore è sapere se anche tu pensi a me allo stesso modo in cui io penso a te e se il tuo più grande desiderio è tornare da me. Sì, non vedo l' ora di vederti ritornare al paese al sicuro tra le mie braccia perché troppe cose brutte stanno accadendo nel mondo e le guerre sembrano essere sempre dietro l' angolo. Riguardati mio caro Amedeo. TUA ROSA 10 OTTOBRE 1913
Rosa, mia amata
Mia cara Rosa, mentre leggo le tue parole mi sembra anche di sentire la tua amorevole voce accompagnarmi nella lettura. Mi manchi Rosa, mi manchi immensamente , come la luce della luna piena nelle lunghe e buie notti a fare la guardia con l' unica compagnia dei tanti pensieri che affollano la mia mente. Non nego e non ho vergogna a confessarlo che qualcos' altro mi accompagna in quelle lunghe ed interminabili notti, che è la paura. Vorrei tanto averti sempre tra le mie braccia, ma in particolar modo proprio in quei momenti, così lunghi , freddi e solitari. Io sto abbastanza bene. Il cibo non è tanto, ma non importa. È invece veramente pesante e stressante svolgere il militare, senza poterti vedere tutti i giorni, ma il pensiero della tua bellezza che mi accoglierà al mio ritorno, fa passare ogni inquietudine e tristezza. Il saper che tu mi ami così tanto e mi aspetti con ansia, mi riempie il cuore di gioia . Sì, mia amata Rosa, anche' io ti amo così tanto ed anche per me il desiderio più grande è ritornare da te. Mia cara Rosa, riguardati e non pensare alle cose brutte che accadono. Mantieni il tuo bellissimo sorriso per il mio ritorno. TUO AMEDEO 23 OTTOBRE 1913
Intanto , le preoccupazioni di Rosa crescevano sempre di più a causa del susseguirsi di avvenimenti politici , economici e culturali che avrebbero di lì a poco cambiato le sorti di milioni di cittadini innocenti ed ignari del futuro che li aspettava.Nel mondo , il colonialismo, si stava trasformando sempre più in imperialismo e l' idea di conquistare altri paesi per espandere il proprio potere e dominio, non sembrava avere mai fine, e proprio nel 2013, le cose sembrarono prendere una piega sempre più propensa alla guerra. Ogni paese mirava ad un sempre crescente potere ed i contrasti erano sempre più frequenti. Quando il 28 giugno del1914 a Sarajevo avvenne l' attentato e l' uccisione dell' arciduca Francesco Ferdinando,erede al trono dell' impero d' Austria e Ungheria e dellla moglie da parte di un nazionalista serbo, le cose presero la strada del non ritorno. L' Austria , che nutriva mire espansionistiche verso la Serbia, approfittò di questo sanguinario evento per dichiararle guerra esattamente un mese dopo. Fù l' inizio della Grande Guerra. L' Europa era allora divisa in due schieramenti: la Triplice Alleanza che vedeva schierati, l' impero Austro-Ungarico, la Germania e l' Italia e laTriplice Intesa, con la Francia, l' Inghilterra e la Russia . In principio l'Italia si dichiarò neutrale, visto che il trattato prevedeva l' obbligo di entrata in guerra solo nel caso si fosse stati attaccati e questo non era il caso. Inoltre il combattere affianco dell' Austria non era ben visto dall' Italia, perché gli interessi italiani in Trentino ,nelle Venezie e nell' Adriatico erano gli stessi. Così l' Italia in gran segreto firmò un' accordo più vantaggioso con la Triplice Intesa ed il 24 maggio 1915 entrò in guerra affianco di Francia, Inghilterra e Russia. Tutti saranno convinti della poca durata della guerra, ma ben presto capiranno del grave conflitto mondiale che si era andato a scatenare.
Rosa , non faceva altro che pensare al suo amato Amedeo. Era preoccupata del fatto che dal servizio militare, egli fosse direttamente mandato al fronte e questa preoccupazione si trasformò in vera paura quando a tutti i militari vennero bloccati i permessi di libera uscita e addirittura lo spedire e ricevere lettere senza che queste non fossero prima state controllate nel loro contenuto letterario. Amedeo sarebbe dovuto rientrare a casa ad agosto del 2015, ma egli sapeva bene che la Patria, lo avrebbe mandato a chiamare molto presto a difendere il suo paese. Una difesa che lui avrebbe voluto negare , perché contrario alla guerra e perché contrario all' idea di dominio su altre terre e popolazioni.Con questo pensiero martellante in testa e ,con la preoccupazione per la sua famiglia e per Rosa , egli trascorreva le sue lunghissime giornate .Gli sarebbe bastato anche un solo giorno di Libertà per poter sposare e tenere tra le sue braccia la sua amata.
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